Lo SVE di Anna: architettura sostenibile

 In SVE

 

Prendetevi un minuto del vostro tempo per leggere il racconto di questa ragazza che parla del suo SVE a Budapest.

Anna è un architetto particolarmente sensibile alle tematiche di restauro e sostenibilità ambientale. Durante questo SVE presso l’ONG Messzelàtò sta sperimentando nuove tecniche di risparmio energetico e di sostenibilità negli edifici di Budapest.

…A lei la parola!

 

Mi chiamo Anna De Nicola, ho 28 anni e fino ad aprile 2015 ho lavorato come architetto in uno studio vicino a Varese. Da maggio 2015 presto servizio di volontariato in una piccola ONG qui a Budapest: Messzelàtò.

progetto

Mi sono laureata nel Master „Conservazione del Costruito” presso il Politecnico di Milano il 27 Luglio del 2012, con una tesi incentrata sull’importanza della partecipazione nella pianificazione urbana e architettonica, per aumentare la qualità della vita nei contesti urbani. In questi anni ho lavorato in studi di architettura sensibili alle tematiche del restauro e della sostenibilità. Dal 2009 ho inoltre prestato servizio di volontariato in LIBERA, una ONG italiana contro le mafie.

Sono davvero contenta di essere stata selezionata per questo progetto di un anno dell’associazione Messzelàtò “Promotion of sustainable lifestyles in the urban context”, perché sto implementando le mie conoscenze extra e intracurriculari: curo la comunicazione grafica dell’associazione, fotografo gli eventi e i workshop, sto sviluppando il progetto di arredo e risistemazione dell’ufficio sito in Erkel Utca 15, ma anche redigo alcuni articoli sul blog dei volontari e aiuto con le campagne di fund-raising.

A luglio ho fatto il primo esperimento per il mio progetto personale nel corso di quest’anno EVS: “Parla con l’architetto“.

L’obiettivo principale di questo progetto è parlare della sostenibilità negli edifici qui a Budapest. Questo argomento è molto importante se si considera il fatto che nel 2014 il 54% della popolazione mondiale risiedeva in aree urbane. Nel 1950, il 30% della popolazione mondiale viveva nelle aree urbane, e nel 2050 è previsto che il 66% della popolazione mondiale viva in contesti urbani. (fonte: http://esa.un.org/unpd/wup/Highlights/WUP2014-Highlights.pdf)

progettazione

Molti problemi degli edifici sono causa del cambiamento climatico: un elevato riscaldamento invernale o un’eccessiva richiesta di raffrescamento estivo sono causati da un pessimo stato di isolamento dell’involucro edilizio, gli sprechi di elettricità causati da cattive abitudini, il cattivo smaltimento delle acque reflue, comportano una perdita in termini economici e sono una delle principali cause dei cambiamenti climatici per il loro impatto ambientale.

Per tutti questi motivi, vorrei usare la mia poca esperienza professionale come architetto e i miei studi per diffondere le migliori pratiche su questo argomento. Ecco la presentazione di questo progetto:

“Parla con l’architetto”

Il primo esperimento di questo progetto l’ho fatto in un appartamento di un altro volontario SVE, Isa, dalla Spagna. Il problema principale della sua casa è l’illuminazione: doveva tenere le luci accese tutto il giorno a causa della mancanza di illuminazione naturale.

Per diffondere la luce al piano terra abbiamo costruito insieme un ripiano leggero con materiali riciclati: scatola di cartone, carta stagnola, spago e chiodi.

disegno-progettazione

Abbiamo aperto le scatole e le abbiamo incollate in modo da ottenere un foglio largo quanto l’apertura della finestra. Su uno dei due lati abbiamo incollato accuratamente la carta stagnola. Per fissarlo al muro, abbiamo forato il cartone nei 4 angoli e vi abbiamo legato lo spago, per poi appenderlo con i chiodi al muro. In questo modo abbiamo creato una mensola di luce.

Come funziona?La mensola luce riflette la luce sul soffitto, in questo modo si diffonde più in profondità nella stanza e raggiunge distanze più lunghe.

Adesso sto studiando soluzioni per la ventilazione dell’ufficio, con macchine costruite insieme alle ragazze di Messzelàtò. Perché? Perché il condizionatore è una delle cause delle isole di calore urbano: prelevano l’aria dall’esterno, la raffrescano per immetterla all’interno, ma nel procedimento di raffrescamento producono aria calda che reimmettono in circolazione all’esterno. Più si usano condizionatori per raffrescare le nostre case e uffici, più riscaldiamo le nostre città!

Per qualsiasi curiosità, visitate il nostro blog

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