Il progetto ESC Team “RISE II”, finanziato dal programma Corpo Europeo di Solidarietà e realizzato dall’Associazione Joint in collaborazione con Farfalle nella Testa di Bordano, è giunto al termine!
Abbiamo chiesto allx partecipanti di condividere la loro testimonianza
La testimonianza di Alexandru
Ciao, mi chiamo Iacob Alexandru, vengo dalla Romania e ho 23 anni. Al momento sono all’ultimo anno di magistrale. Durante gli anni di università non avevo mai pensato di partecipare a un progetto internazionale, finché alcuni amici non mi hanno raccontato le loro esperienze con l’Erasmus+. Purtroppo non sono riuscito a partire con l’Erasmus, quindi ho cercato altre opportunità per l’estate. È così che ho scoperto l’ESC e Casa delle Farfalle.
Dopo essere stato accettato nel progetto ho provato tantissime emozioni. Nei giorni prima della partenza avevo una paura enorme, volevo addirittura rinunciare, anche se sapevo che me ne sarei pentito. C’erano troppe cose nuove da affrontare: vivere in un altro Paese per 2 mesi, viaggiare da solo, parlare solo inglese, vivere nella stessa casa con degli sconosciuti. Di solito non mi piace avere aspettative, perché è più facile non rimanere delusi.
Per fortuna è andato tutto alla perfezione: gli altri volontari sono fantastici, divertenti e premurosi, la nostra coordinatrice Rossela è l'”enciclopedia ambulante” più felice che esista, il paese è circondato da montagne bellissime e le attività che abbiamo fatto erano uniche.
Durante questi due mesi ho imparato tantissime cose, sia su me stesso sia sulle persone intorno a me. Ho imparato a convivere con persone di background e culture diversi, a comunicare meglio, a essere più proattivo e a uscire dalla mia zona di comfort. Mi sono anche reso conto di quanto siano importanti il lavoro di squadra, la pazienza e la comprensione quando vivi e lavori con persone che hanno personalità e modi di pensare diversi.
Per quanto riguarda le attività, il nostro focus principale era il lavoro nella natura. Durante il primo mese del progetto ci siamo occupati di una piccola foresta: abbiamo raccolto i rifiuti, rimosso le piante invasive e indesiderate e ripristinato i sentieri. Durante il secondo mese abbiamo lavorato nell’area del parapendio, un luogo di ritrovo molto frequentato dalla gente del posto. Ci siamo presi cura degli alberi, abbiamo ripulito le zone dove crescevano piante indesiderate e scavato una trincea per l’irrigazione.
Oltre al lavoro fisico, abbiamo partecipato anche a varie attività culturali. Una è stata la visita a Casa delle Farfalle, un posto speciale che riunisce l’intera comunità grazie alla sua splendida collezione di farfalle. Abbiamo anche visitato il museo Tiere Motus a Venzone, che racconta la storia del terremoto del 1976, una tragedia che ha colpito profondamente la popolazione del Friuli. Un’altra esperienza memorabile è stata incontrare gli anziani di Bordano, che ci hanno raccontato com’era la vita da queste parti un tempo.
Accanto alle attività culturali abbiamo avuto anche l’occasione di goderci qualche avventura all’aria aperta, come il rafting sul Tagliamento, il volo in parapendio dal Monte San Simeone, il giro in bici lungo la ciclovia Alpe Adria da Treviso a Gemona del Friuli e le lezioni di yoga immersi nella natura.
Nei miei giorni liberi ho scelto di viaggiare ed esplorare la regione e i dintorni. Ho scoperto una piccola parte d’Italia e questo mi ha reso incredibilmente felice. Ho visitato cittadine affascinanti del Friuli Venezia Giulia, come Venzone, Gemona, Cividale del Friuli e Grado, ma anche città più grandi e famose come Udine, Trieste, Lubiana, Venezia, Padova e Cortina d’Ampezzo. Ho anche potuto ammirare i paesaggi mozzafiato delle Dolomiti e delle Prealpi Giulie.
L’unico problema che ho con questo progetto è che è stato troppo breve, o meglio, mi è sembrato troppo breve. Sono stati due mesi incredibili che mi hanno cambiato e mi hanno aperto gli occhi su tantissime cose. Sento che molte delle cose che ho imparato qui mi serviranno in futuro, quando tornerò a casa. Consiglierei questo tipo di progetto a chiunque, in qualsiasi momento! Credo che i progetti ESC siano il modo perfetto per esplorare il mondo, conoscere persone di Paesi e culture diversi, farsi amici internazionali, scoprire nuove prospettive e conoscere meglio sé stessi. E, ovviamente, sono anche un ottimo modo per divertirsi, provare cose nuove e creare ricordi indimenticabili. Se stai cercando un’esperienza che unisca crescita personale, avventura, amicizia e tanto divertimento, non posso che consigliartela!
La testimonianza di Adrian
Prima di venire in Italia avevo tanti pensieri e dubbi sulla partecipazione al progetto ESC.
Avevo sempre desiderato viaggiare all’estero, conoscere persone nuove e vivere in un altro Paese, ma non avevo mai saputo davvero come fare per riuscirci. Quando ho avuto l’opportunità di partecipare a questo progetto, l’ho vista come l’occasione per fare qualcosa di diverso.
Allo stesso tempo, però, avevo paura. Temevo di non andare d’accordo con gli altri volontari, di avere difficoltà a comunicare o semplicemente di non trovare il mio posto nel gruppo. Ripensandoci, sono davvero felice di aver deciso di rischiare.
La testimonianza di Lola
Mi chiamo Lola, ho 18 anni e vengo da Gran Canaria, in Spagna. Dopo il diploma mi sono ritrovata all’inizio di un nuovo capitolo, a chiedermi cosa mi stesse aspettando là fuori. Sapevo di volere qualcosa di diverso: invece dell’università, qualcosa che mi portasse lontano da ciò che conoscevo e mi permettesse di scoprire non solo posti nuovi, ma anche parti nuove di me. Poi ho trovato questo progetto. L’idea di vivere in un paesino tranquillo, circondato dalla natura e dalle farfalle, mi è sembrata un invito a rallentare, respirare e vivere la vita in un modo diverso. Allora non lo sapevo, ma stavo per iniziare un’avventura che avrebbe significato per me molto più di quanto potessi immaginare.
Prima di arrivare avevo dentro un misto di entusiasmo, curiosità e tanta paura. Speravo di fare nuove amicizie, creare bei ricordi e magari incontrare qualcuno che lasciasse un segno nella mia vita. Immaginavo che sarebbe stato tutto bello, ma non avrei mai potuto prevedere quanto sarebbe diventato speciale. All’inizio fare il salto nel vuoto mi spaventava. Era tutto nuovo, avevo paura di incontrare persone da tutto il mondo e non sapevo cosa mi aspettasse. Ma a volte le cose più belle nascono da un po’ di incertezza. Piano piano la paura è svanita e il posto che all’inizio mi sembrava nuovo ha iniziato a sembrarmi casa.
Durante questa esperienza ho imparato molto più che a lavorare con le piante e a prendermi cura della natura. Ho imparato dalle persone intorno a me, dalle loro storie, dalle loro culture e dai percorsi diversi che ci hanno portati a ritrovarci in questo piccolo angolo di mondo. Ogni conversazione mi ha regalato una prospettiva nuova, ricordandomi che c’è così tanto da scoprire oltre la vita che conosciamo. Ho imparato ad apprezzare le piccole cose, ad avere una mente più aperta e a capire che a volte le lezioni più significative nascono semplicemente dal condividere il proprio tempo con gli altri. Sono davvero grata a tutte le persone che ho conosciuto in questo progetto.
Le mie giornate qui sono state piene di natura e di scoperta dell’Italia. Ho esplorato posti nuovi, viaggiato tra paesaggi bellissimi e vissuto attività indimenticabili, dal rafting al ciclismo fino alla ceramica. Ma quando ripenso a tutto questo, so che i ricordi più belli non riguardano solo i luoghi che ho visitato o le cose che ho fatto. Riguardano le risate, i momenti condivisi e le persone che hanno reso straordinari anche i giorni più normali. Sono questi i ricordi che resteranno con me ben oltre la fine del viaggio.
Questo progetto ha superato ogni aspettativa e mi ha toccata in modi che non avrei mai immaginato. Quello che mi sorprende di più è quanto in fretta questo posto sia diventato importante per me. Già alla seconda settimana ero triste al pensiero di andare via, anche se la fine era ancora lontana. In qualche modo, senza accorgermene, mi ero affezionata alle persone, all’atmosfera e alla vita che stavamo costruendo insieme. Sono arrivata aspettandomi un’esperienza, ma ho trovato un senso di appartenenza che non sapevo di stare cercando.
Lo consiglierei ad altri giovani? Assolutamente, senza pensarci due volte. Credo che tutti meritino la possibilità di uscire dal proprio mondo familiare e scoprire cosa può offrire la vita quando si osa dire sì a qualcosa di nuovo. Puoi arrivare con dei dubbi, ma te ne andrai con amicizie, ricordi indimenticabili e una comprensione diversa di te stessa. Questo progetto mi ha ricordato che la vita non è fatta solo di grandi traguardi, ma anche delle persone che incontriamo e dei momenti che condividiamo. Tra quattro giorni lascerò questo paese, ma una parte di me resterà sempre qui, tra le farfalle, le risate e i ricordi di una piccola avventura che è diventata un pezzo del mio cuore. Il distacco sarà sicuramente difficile, ma si sa che quando è difficile dire addio a un’esperienza, vuol dire che è stata meravigliosa.
ESC Team con il Corpo Europeo di Solidarietà
Gli ESC Teams si distinguono per la loro durata breve: i progetti possono durare da 2 settimane fino a un massimo di 2 mesi. Proprio per questo rappresentano un’opportunità accessibile anche per giovani che studiano o lavorano e che non hanno la possibilità di partire per lunghi periodi.
Anche se più brevi rispetto ad altri percorsi di volontariato, gli ESC di gruppo sono esperienze intense, dinamiche e ricche di scambio umano. In poche settimane si possono sviluppare competenze pratiche e trasversali, vivere a stretto contatto con persone provenienti da Paesi diversi e creare legami autentici attraverso la condivisione della quotidianità.
Per moltx partecipanti, questi progetti diventano uno spazio in cui uscire dalla routine, mettersi alla prova, acquisire maggiore autonomia e riscoprire il valore della collaborazione e della vita in comunità.
Se stai pensando di partire per un’esperienza all’estero ma non puoi impegnarti per mesi, un ESC Team potrebbe essere il punto di partenza perfetto.



