Crescita e outdoor education | La mia esperienza ESC di volontariato europeo in Transilvania
Ho svolto il mio progetto ESC di 9 mesi a Sovata, un piccolo paese della Transilvania, in Romania, dove convivono comunità ungheresi e rumene.
Ricordo che, prima di partire, ero spaventata all’idea di impegnarmi in un progetto così lungo. Avevo già fatto esperienze all’estero, anche di volontariato autonomo, ma sempre flessibili e con scadenze ravvicinate. Questa volta cercavo qualcosa che mi permettesse di crescere davvero a livello personale, acquisire competenze nuove e trovare eventualmente un indirizzamento professionale. Volevo un’esperienza che rispecchiasse i miei interessi e mi portasse fuori dalla comfort zone.
Quando ho visto l’offerta di Outward Bound Romania, ho sentito subito fare click dentro di me. Combinava contatto con la natura (la boschiva Transilvania), attività fisica, lavoro di gruppo e educazione non formale. Quest’ultima rappresentava la sfida più grande, perché non avevo mai lavorato con bambini, ragazzi o gruppi, ma sentivo che era proprio ciò di cui avevo bisogno.

E così sono partita, senza sapere davvero cosa mi aspettasse. Ancora oggi faccio fatica a descriverlo a parole. Ho tirato fuori parti di me che non conoscevo e ho acquisito tanta esperienza sul campo. Vivere e lavorare in un contesto internazionale mi ha insegnato ad adattarmi, osservare di più e comunicare con maggiore consapevolezza.
Durante i giorni di progetto (3 giorni con le scuole, 7–15 giorni con gruppi di ragazzi e adulti), noi volontari eravamo assistenti ai trainer, coinvolti in tutte le attività e gradualmente impegnati a facilitare porzioni di programma più ampie.
Tra escursioni giornaliere e spedizioni di più giorni (durante le quali costruivamo anche shelter) e attività come arrampicata, canottaggio, raft building, orientamento con bussola e giochi di strategia e team building, le giornate erano sempre intense. Ogni attività era un’occasione per mettersi alla prova, sia per i partecipanti sia per noi volontari come facilitatori.

Spesso mi ha ispirata seguire l’evoluzione dei gruppi e vedere come cambiavano le dinamiche giorno dopo giorno. Alcuni partecipanti affrontavano sfide enormi, come la paura dell’altezza, e ascoltare il loro processo durante i debriefing mi ha insegnato tantissimo. Era bello vedere emergere nuova fiducia in sé stessi e negli altri.
Sono estremamente grata alla me del passato per questa scelta. Ho conosciuto persone meravigliose e mi sono lasciata ispirare dai diversi leading style dei trainer. So che questa esperienza continuerà a influenzare le mie scelte future, perché mi ha insegnato concretamente che la crescita arriva quando ci si mette in gioco.
Giulia



