Vivere un’esperienza all’estero è sempre stato il mio sogno, fin da quando al liceo organizzavano le vacanze studio in Inghilterra per migliorare l’inglese. Tuttavia, non ho mai avuto il coraggio di partire: avevo paura che il mio livello di inglese non fosse sufficientemente adeguato e, più in generale, non mi sentivo all’altezza di un’esperienza del genere.
Ho deciso di partecipare a un progetto ESC perché, dopo essermi laureata in Scienze della Formazione Primaria, avevo alcuni mesi “liberi” che volevo impiegare facendo qualcosa di significativo, che potesse farmi crescere come persona e darmi nuovi stimoli, dopo un periodo particolarmente stressante.
Il progetto “Proud Volunteers for Solidarity“, organizzato dalla Fondazione Prom di Breslavia (Polonia), ha catturato la mia attenzione in quanto offriva la possibilità di lavorare in una scuola dell’infanzia a supporto delle insegnanti e di contribuire a organizzare eventi e attività per bambini: avrei potuto mettere a disposizione della comunità locale non solo il mio tempo e le mie energie, ma anche le competenze acquisite in questi anni di studio e tirocinio. Al tempo stesso, avrei avuto l’occasione di osservare nuove visioni, pratiche e metodologie educative.
Questa esperienza di volontariato, che è durata poco meno di 4 mesi, è stata decisamente una delle esperienze più significative della mia vita. Infatti, non solo ho potuto ampliare le mie conoscenze e le mie competenze in ambito pedagogico, ma ho anche migliorato il mio inglese e imparato le basi di una nuova lingua, il polacco.
Inoltre, vivendo da sola e all’estero sono diventata più autonoma, indipendente, intraprendente e capace di prendere decisioni e di organizzare il mio tempo e le mie risorse in modo efficace. Un esempio concreto: fino a qualche mese fa non sarei riuscita a partire da sola per un viaggio (il mio primo viaggio in solitaria è stato il volo per Breslavia, ma sapevo che al mio arrivo ci sarebbe stato qualcuno ad attendermi). Durante il mio volontariato in Polonia ho iniziato a viaggiare da sola, prima per visitare diverse città polacche, poi per visitare Berlino. È stato bellissimo, soprattutto perché mi sono resa conto di quante cose sia in grado di fare da sola! Visitando numerosi musei, castelli e città polacchi, inoltre, ho potuto ammirare l’arte e scoprire la storia di questo Paese meraviglioso.
Questa esperienza di volontariato mi ha anche permesso di conoscere persone polacche e di altri Paesi, con le quali ho condiviso esperienze, uscite e chiacchierate che ci hanno permesso di conoscerci e di stringere amicizia, nonostante il poco tempo trascorso insieme. In particolare, il confronto con le altre volontarie e con le mie colleghe polacche è stato prezioso perché mi ha permesso di scoprire e riscoprire aspetti delle nostre reciproche culture, andando al di là dei pregiudizi comuni. Al tempo stesso, convivendo con altre persone provenienti da Paesi diversi e con abitudini e stili di vita differenti dai miei, ho imparato non solo a essere più flessibile, tollerante e paziente, ma anche ad attivarmi per risolvere i “problemi”, comunicando in modo proattivo ed evitando che questi degenerassero in conflitti.
Ovviamente, questa esperienza non è stata priva di difficoltà. I primi mesi sono stati i più complessi, in quanto ho dovuto affrontare tanti cambiamenti, tutti insieme: vivere da sola, in una città, all’estero (fino a quel momento avevo sempre vissuto con i miei genitori in un paesino di campagna) e parlare inglese ogni giorno (fino a quel momento avevo utilizzato l’inglese solo a scuola!). Adattarmi alla mia “nuova vita” all’estero mi ha richiesto del tempo e mi ha sottratto un bel po’ di energia, ma dopo quei mesi è stato tutto più semplice. Questi cambiamenti mi hanno messo alla prova, ma attraversandoli ho imparato ad ascoltarmi, a essere paziente, ad avere fiducia nel processo, a darmi tempo e a trattarmi con gentilezza, senza pretendere sempre il massimo da me stessa.
Questa esperienza mi ha dato l’opportunità non solo di acquisire conoscenze e competenze che mi potranno essere utili in ambito lavorativo, ma soprattutto di crescere come persona, rafforzando la fiducia in me stessa e nelle mie capacità. Tutto ciò non sarebbe stato possibile se non avessi incontrato così tante persone meravigliose: da loro e con loro ho imparato tanto. Spero di aver lasciato anch’io, in questi mesi, un piccolo segno positivo nelle persone che ho incontrato.



