Volontariato ESC in Spagna: un anno a Pere Quart che mi ha cambiato la vita

Il mio progetto di volontariato ESC è durato quasi un anno ed è stato un anno speciale.

Ho svolto il mio progetto nel centro residenziale per minori Pere Quart, presso la fundació Eveho, nella città di Mataró (Barcelona).

Nonostante fossi molto emozionata di scoprire quale fosse il mio ruolo e svolgere le attività per le quali ero lì; non posso non ammettere che inizialmente è stato difficile entrare nel ritmo, conoscere le dinamiche, le regole, gli orari…ma soprattutto stringere il vincolo con loro, le ragazze e i ragazzi che vivono il centro.

Devo ammettere che una parte fondamentale alla mia integrazione l’ha svolta l’ equipo educativo; le educatrici e gli educatori di Pere Quart fin dal primo giorno hanno aperto le braccia a me e Zeynep, la ragazza volontaria della Turchia, sempre sono stati disponibili e gentili e sempre ci hanno fatto sentire parte dell’equipo.

Le miei funzioni erano principalmente assistere, emotivamente e praticamente, le ragazze e i ragazzi nella loro vita quotidiana, da quando tornavano da scuola a quando andavano a dormire. Piano piano ho iniziato a conoscerli e loro a conoscere me, i legami si sono stretti, si è creato il vincolo.

Questa esperienza mi è piaciuta tanto non solo per l’aiuto che ho svolto e le persone magnifiche che ho incontrato ma anche perché ho avuto la possibilità di conoscere il funzionamento di una casa famiglia in Spagna, e non solo conoscerlo ma viverlo…

Ogni giorno passato con loro mi riempiva, i giorni felici e i momenti difficili, le giornate in cui tornavo a casa stanca o carica emozionalmente e quelle in cui andavo al progetto e stavo con loro e mi scordavo di qualsiasi problema. Sempre uscivo da lì “piena” di qualcosa. E la vita non si limita forse a questo ? A sentire, a percepire, a dare un senso…

Partecipare al progetto di volontariato a Pere Quart è stata per me un’esperienza bellissima e profondamente arricchente, sia a livello personale che umano. Fin dal primo giorno mi sono sentita accolta in un ambiente caloroso, dove ogni piccolo gesto ha un grande valore e dove le relazioni sono al centro di tutto.

Condividere il tempo quotidiano con bambini e adolescenti mi ha permesso di crescere, di mettermi in gioco e di sviluppare una maggiore sensibilità verso le diverse realtà di vita. Ogni sorriso, ogni progresso e ogni momento di condivisione sono stati una fonte continua di motivazione così come i momenti difficili, di lacrime e di disperazione.

Questa esperienza mi ha insegnato l’importanza dell’ascolto, della pazienza e del lavoro di squadra. Ho imparato quanto sia fondamentale offrire presenza, supporto e fiducia, anche nelle piccole cose e ho imparato a essere più dolce, a trattare con dolcezza la persona che ti sta vicino perché non conosciamo la sua storia…Pere Quart non è stato solo un progetto di volontariato, ma un percorso di crescita che porterò sempre con me, lasciandomi ricordi preziosi e un forte senso di gratitudine.

Non è stato facile, soprattutto quando ho iniziato ad ascoltare le storie di vita delle ragazze e dei ragazzi. Dietro ai loro sorrisi si nascondono spesso esperienze difficili, fatte di mancanze, cambiamenti improvvisi e ferite profonde. Ascoltarli richiede forza, sensibilità e rispetto, perché ogni racconto portava con sé un carico emotivo importante. Ci sono stati momenti duri, che mi hanno toccata nel profondo, ma proprio in quelle difficoltà ho compreso quanto sia fondamentale esserci, ascoltare senza giudicare e offrire una presenza sincera. Anche se non è stato facile, è stato estremamente formativo e umano, e mi ha insegnato il valore dell’empatia e della resilienza.

Ancora una volta dico “grazie” alla vita che non smette mai di stupirmi e di mettermi alla prova.

E grazie a Pere Quart che è stato la mia famiglia l’intero anno passato.

Giulia

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