Ciao a tutti!
Mi chiamo Alice Brescini, ho 27 anni e vengo da un paesino a nord di Roma.
Il progetto a cui ho partecipato, YRIC II, nasce per rispondere ai bisogni dei giovani ucraini arrivati in Polonia: offrire loro uno spazio in cui sentirsi accolti, integrarsi, costruire relazioni, imparare la lingua e condividere esperienze con i loro coetanei polacchi.
Personalmente, avendo studiato Lingua e Cultura Italiane per Stranieri, percorso incentrato sull’inclusione degli immigrati nel contesto italiano, sia dal punto di vista didattico che sociale e culturale, ho rafforzato il mio interesse per il lavoro nel sociale e nell’ambito educativo, in particolare a contatto con giovani e in contesti interculturali.
Per questo motivo, ero alla ricerca di un’esperienza breve ma impattante, che rappresentasse allo stesso tempo una sfida personale e un’opportunità concreta per mettermi in gioco, acquisire nuove competenze e crescere sia a livello professionale che umano. Infatti, tra gli obiettivi del progetto c’era proprio quello di costruire un luogo aperto e inclusivo, dove i ragazzi potessero incontrarsi, conoscersi, creare nuovi legami oppure semplicemente rilassarsi e sentirsi “a casa”. Allo stesso tempo, si puntava a ideare e strutturare attività coinvolgenti e creative, capaci di rispondere ai bisogni specifici della comunità, sia polacca che ucraina.

Poi gradualmente siamo stati introdotti al lavoro sul campo, ovvero nel centro. Abbiamo creato un calendario mensile di attività che saremmo andati a svolgere. Ognuno ha proposto le proprie idee e queste sono state ben accolte ed ascoltate. Tra le attività principali che abbiamo organizzato ci sono state cooking class, attività di language animation e laboratori artistici.
Questa esperienza mi ha insegnato a progettare e gestire workshop, a creare attività coinvolgenti e ad adattarle agli interessi dei partecipanti. Ho imparato anche ad essere flessibile e ad avere sempre un “piano B”, dato che il centro era aperto a tutti e non si sapeva mai quante persone avrebbero partecipato. È stata una sfida continua, ma anche un’occasione per mettermi in gioco in un ambiente accogliente e stimolante. Ho sviluppato competenze sociali e relazionali, imparando a lavorare con persone con esperienze difficili, a comunicare in modo efficace e a collaborare in team. Ho inoltre rafforzato capacità come organizzazione, problem solving, creatività, leadership e consapevolezza interculturale.
La struttura

Il paese
Il paese è molto tranquillo e sicuro. Le attività iniziavano alle 12, quindi la mattina avevamo tempo per esplorare la zona, tra passeggiate nella natura, mercatini dell’usato, mercati locali con prodotti freschi. Ovunque si vada, si possono incontrare fiumi, piccole cascate, parchi attrezzati per fare attività fisica e percorsi di trekking, alcuni dei quali con splendide viste panoramiche sulla cittadina.



