ESC Team RISE con Cooperativa One a Crotone

Il progetto ESC Team “RISE”, finanziato dal programma Corpo Europeo di Solidarietà e realizzato dall’Associazione Joint in collaborazione con Cooperativa One a Crotone, è giunto al termine!

Abbiamo chiesto allx partecipanti di condividere la loro testimonianza

La testimonianza di Mario

Mi chiamo Mario ho 28 anni, provengo dall’Italia.

Prima del progetto la mia vita era praticamente ferma, sia sul lato lavorativo che sociale. Il bisogno di sbloccare la mia situazione personale è stato il principale motivo della mia candidatura al progetto RDC, oltre al voler provare l’esperienza del volontariato. Avevo grandi aspettative riguardo al progetto, soprattutto per il fatto fare parte di un gruppo di giovani e di vivere e condividere con loro. Vedevo questa esperienza come una buona occasione per mettermi in gioco. Ed anche sul progetto in se avevo buone aspettative, all’idea dell’aiuto che avrei potuto apportare al territorio ed alle attività che saremmo andati a fare. Adesso siamo a fine progetto e fino ad ora ho pensato che le mie aspettative fossero state deluse. Il che in parte è vero, ma non mi sento di poter dire solo questo. Personalmente parlando sono stati due mesi abbastanza pesanti e che mi hanno messo abbastanza alla prova, ed ora ne accuso la “stanchezza”. Ma alla fine era proprio questo che cercavo.  È vero, non è esattamente quello che mi aspettavo, ma come sarebbe potuto esserlo? Abbiamo svolto attività di “supporto” in svariati ambiti: dalla mensa della caritas ai lavori agricoli, da aiutare in canile alla manutenzione di un parco di educazione stradale. Ma l’aspetto di questa esperienza che più mi ha dato sono stati i rapporti tra noi volontari, tramite i quali ho avuto modo di conoscere persone con personalità, modi e punti di vista diversi. Ho reimparato e riscoperto. E sento che ho ancora molto da imparare da questi due mesi. Penso in generale, progetti come questo, siano una buona occasione di crescita personale.  Raccomando questa esperienza, è una buona occasione per mettersi in gioco.

La testimonianza di Alessia

Ci sono molte ragioni che mi hanno portata a candidarmi per questo progetto. Prima di tutto, stavo attraversando un periodo difficile della mia vita. Tutto ciò che avevo pianificato non era andato come previsto e mi sentivo frustrata, triste e scoraggiata. Ero in una fase di ricostruzione della mia vita, cercando di fare nuovi progetti, quando una persona mi ha parlato di questo progetto (e delle opportunità che offriva ai partecipanti) e ho pensato: “Perché no?”.

Non avevo particolari aspettative, né volevo averne. Preferisco ricevere una bella sorpresa inaspettata piuttosto che costruirmi aspettative che probabilmente non verranno soddisfatte dalla realtà.

All’inizio ero piena di insicurezze e preoccupazioni, ma poco alla volta, conoscendo meglio gli altri partecipanti, ho capito di non essere l’unica a sentirmi persa o ad affrontare delle difficoltà nella vita. Questo mi ha aiutata molto a cambiare prospettiva sia sulla mia vita sia su me stessa. Sono sempre stata molto critica nei miei confronti, ma grazie alle attività e alle esperienze vissute durante il progetto ho imparato molto su chi sono. Ora che il progetto sta per concludersi, mi sento meno insicura e più determinata a raggiungere i miei obiettivi.

Durante le varie attività che abbiamo svolto, come quelle a Terre Joniche e nel rifugio per cani, ho davvero avuto la sensazione di fare qualcosa di utile per gli altri. Alla fine di ogni giornata mi sentivo soddisfatta e apprezzata sia dal mio gruppo sia dalle persone con cui collaboravamo. Era una sensazione nuova per me e mi ha aiutata a riconoscere il mio potenziale e, in un certo senso, la mia forza.

Condividere questa esperienza con altre persone non è stato sempre facile, soprattutto perché le dinamiche del gruppo non sono state sempre semplici, ma nel complesso posso dire che è stata un’esperienza positiva. Ho incontrato persone che affrontavano difficoltà simili alle mie e questo mi ha fatta sentire meno sola e più preziosa di quanto pensassi.

Per tutte queste ragioni consiglio questa esperienza ad altri giovani. E lo dico anche perché ho scoperto questa opportunità troppo tardi e ormai sono troppo grande per partecipare a un altro progetto. Quindi, se qualcuno sta leggendo queste parole: fatelo finché potete!

La testimonianza di Esther

La prima cosa che mi ha portato a iscrivermi a un progetto di volontariato come questo è stata la sensazione di sentirmi perso nella vita. Non avevo un lavoro legato ai miei studi e desideravo cambiare la mia situazione. Ho sempre considerato il volontariato come una possibile opzione e quest’anno ho deciso di provarci.

Prima di arrivare in Italia, le mie aspettative erano quelle di lavorare con i giovani e con la comunità di Crotone, contribuendo a migliorare la città. Non credo che siamo riusciti a raggiungere questo obiettivo al 100%, ma questo non significa che sia stata una brutta esperienza. Ho imparato altre cose importanti che volevo migliorare nella mia vita, come lavorare in agricoltura e comprendere meglio l’importanza del lavoro di squadra e della crescita personale.

L’aspetto positivo di questo progetto è che abbiamo svolto molte attività diverse:

• Parco dell’Educazione Stradale (pittura e pulizia degli spazi)
• Giardinaggio e agricoltura presso Lilly’s e Terra Jonica
• Cura degli animali presso il canile
• Supporto a persone a rischio di esclusione sociale presso Mensa, Ágora e Camper (cucinare, distribuire cibo e trascorrere del tempo con loro)
• Come lavorare in un cocktail bar presso Chilling

Mi è piaciuto molto il progetto, ma penso che si potrebbero realizzare altre attività per aiutare la comunità, come la pulizia degli spazi pubblici, ad esempio la spiaggia, che ne avrebbe davvero bisogno. Credo che il progetto potrebbe essere affrontato da una prospettiva diversa e organizzato in modo differente per contribuire maggiormente al miglioramento della città.

Consiglio vivamente questa esperienza, ma solo a giovani con una mentalità forte. Bisogna essere pronti a svolgere lavori impegnativi sul campo e attività manuali, impegnandosi concretamente per portare avanti il progetto. È fondamentale lavorare in squadra e non avere un atteggiamento individualista. Bisogna voler migliorare le proprie competenze ogni giorno. Si tratta di avere una mentalità orientata alla crescita: non è necessario saper fare tutto fin dall’inizio, basta avere la volontà di imparare.

ESC Team con il Corpo Europeo di Solidarietà

Gli ESC Teams si distinguono per la loro durata breve: i progetti possono durare da 2 settimane fino a un massimo di 2 mesi. Proprio per questo rappresentano un’opportunità accessibile anche per giovani che studiano o lavorano e che non hanno la possibilità di partire per lunghi periodi.

Anche se più brevi rispetto ad altri percorsi di volontariato, gli ESC di gruppo sono esperienze intense, dinamiche e ricche di scambio umano. In poche settimane si possono sviluppare competenze pratiche e trasversali, vivere a stretto contatto con persone provenienti da Paesi diversi e creare legami autentici attraverso la condivisione della quotidianità.

Per moltx partecipanti, questi progetti diventano uno spazio in cui uscire dalla routine, mettersi alla prova, acquisire maggiore autonomia e riscoprire il valore della collaborazione e della vita in comunità.

Se stai pensando di partire per un’esperienza all’estero ma non puoi impegnarti per mesi, un ESC Team potrebbe essere il punto di partenza perfetto.

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