Il progetto ESC Team “RISE”, finanziato dal programma Corpo Europeo di Solidarietà e realizzato dall’Associazione Joint in collaborazione con Agriturismo L’Arca a Belvedere Marittimo, è giunto al termine!
Abbiamo chiesto allx partecipanti di condividere la loro testimonianza
La testimonianza di Darius

Durante il progetto abbiamo preso parte a diverse attività legate alla vita in una fattoria. Abbiamo imparato a lavorare in squadra, ad assumerci responsabilità e ad adattarci a situazioni nuove. Oltre alle attività agricole, abbiamo avuto l’opportunità di vivere molte esperienze inedite. Una delle più interessanti, per me, è stata la ceramica, durante la quale abbiamo imparato a realizzare oggetti in argilla e a esprimere la nostra creatività attraverso l’arte. Abbiamo inoltre partecipato ad attività di rafting, che ci hanno aiutato a migliorare il lavoro di squadra, la comunicazione e la fiducia reciproca.
Un’altra parte importante del progetto è stata il lavoro con bambini dai 4 agli 8 anni. Abbiamo organizzato giochi, attività educative e laboratori creativi per loro. Trascorrere del tempo con i bambini mi ha insegnato la pazienza, il senso di responsabilità e come comunicare in modo più efficace con i più piccoli.
Nel corso dei due mesi abbiamo anche partecipato a diversi workshop dedicati a temi come l’apprendimento interculturale, il lavoro di squadra, la sensibilizzazione ambientale e lo sviluppo personale. Questi incontri ci hanno dato l’opportunità di confrontarci, scambiarci idee, imparare gli uni dagli altri e comprendere meglio culture e punti di vista differenti.
Questa esperienza è stata per me tanto formativa quanto importante sul piano personale. Ho migliorato il mio inglese, sono diventato più indipendente e ho compreso quanto la solidarietà e la cooperazione siano valori fondamentali nella vita di tutti i giorni.
Il progetto del Corpo Europeo di Solidarietà è stato un’esperienza indimenticabile che mi ha motivato a continuare a partecipare, anche in futuro, a progetti internazionali e ad attività a favore della comunità.
La testimonianza di Deniz
Il progetto L’Arca non è stato solo un’esperienza di volontariato per me, ma anche un periodo durante il quale sono riuscita a ritrovare la mia direzione nella vita. Prima di arrivare qui mi sentivo piuttosto persa e bloccata. Non sapevo bene quale strada stesse prendendo la mia vita e, per la prima volta dopo tanto tempo, sentivo di aver davvero bisogno di un nuovo inizio. Ho sempre sognato di conoscere persone provenienti da culture diverse, scoprire nuovi punti di vista e uscire dall’ambiente a cui ero abituata. Anche l’idea di vivere in Italia mi sembrava entusiasmante e completamente nuova. Quando ho trovato questo progetto, ho avuto subito una sensazione positiva e ho deciso di partecipare.
Una volta arrivata, ho scoperto nuovi aspetti di me stessa. Vivere in gruppo mi ha insegnato moltissimo. Condividere gli stessi spazi con persone provenienti da Paesi e contesti diversi è stato a volte impegnativo, ma mi ha aiutata a diventare più paziente, comprensiva e aperta mentalmente. Ognuno aveva una storia diversa e ho imparato qualcosa da ogni persona. Mi piace pensare che ciascuno fosse come un colore differente e che proprio queste diversità abbiano reso l’esperienza ancora più speciale.
Anche vivere a stretto contatto con la natura e lavorare nei campi è stato molto significativo per me. Partecipare ai raccolti, lavorare la terra e vedere crescere le patate che avevamo piantato mi ha reso davvero felice. Osservare qualcosa crescere grazie all’impegno che ci hai dedicato è una sensazione bellissima. All’inizio svegliarmi molto presto e svolgere un lavoro fisico è stato difficile, perché non ne ero abituata, ma con il tempo mi sono adattata. Successivamente mi sono resa conto che alzarmi presto e avere uno stile di vita più attivo mi facevano stare meglio, sia mentalmente che fisicamente.
Ho amato anche meditare immersa nella natura. Essere circondata dal silenzio, dagli alberi e dall’aria fresca mi ha aiutata a sentirmi più calma e più connessa con me stessa. Un’altra cosa che ho apprezzato moltissimo sono stati i laboratori organizzati durante il progetto. Realizzare tatuaggi all’henné, braccialetti, intrecciare cesti e, soprattutto, fare ceramica sono diventati hobby completamente nuovi per me. Mi è piaciuto sperimentare attività creative che non avevo mai provato prima e queste esperienze mi hanno fatto capire quanto sia importante creare qualcosa con le proprie mani e concedersi il tempo di rallentare.
Uno dei ricordi più belli del progetto è sicuramente il rafting. Essere immersi nella natura e divertirci tutti insieme è qualcosa che non dimenticherò mai. Anche le lezioni di italiano sono state molto piacevoli. I giochi, gli energizer e il tempo trascorso insieme hanno reso l’apprendimento molto più naturale e divertente.
Questa esperienza mi ha lasciato non solo ricordi meravigliosi, ma anche una prospettiva più forte e positiva sulla vita. Ho imparato tantissimo e sento di essere diventata una persona più paziente, più forte e più resiliente. Voglio continuare a portare nella mia vita molte delle abitudini che ho acquisito qui: vivere più a contatto con la natura, essere più produttiva, svegliarmi presto e costruire relazioni più autentiche con le persone.
Mi mancheranno davvero tutte le persone che ho conosciuto durante questo progetto e i ricordi che abbiamo condiviso. È stata un’esperienza indimenticabile che mi ha cambiata profondamente, e sicuramente in meglio.
La testimonianza di Ernesto

Prima di arrivare qui mi sentivo bloccata nella mia piccola città, con poche opportunità e poche connessioni intorno a me. Avevo deciso di prendermi un anno di pausa dagli studi, ma la confusione sul mio futuro stava diventando sempre più pesante.
Cercavo un modo per uscire dal mio ambiente abituale e dalle cattive abitudini, conoscere nuove persone e capire meglio il mio interesse per la sostenibilità e i progetti legati all’ambiente. Questa opportunità mi è sembrata semplicemente perfetta.
All’inizio ero un po’ preoccupata all’idea di stare così tanto tempo lontana dalla mia famiglia o di non riuscire a creare legami profondi con le altre persone. Invece, fin dai primi giorni, mi sono sentita accolta in un ambiente aperto e sicuro, come se avessi trovato una seconda famiglia. Giorno dopo giorno sono cresciuta, diventando più indipendente e acquisendo maggiore fiducia in me stessa.
Ogni giornata era così intensa che faccio ancora fatica a credere che siano trascorsi solo due mesi. Dal lavoro nei campi ai meravigliosi workshop e alle attività organizzate, fino ai tanti momenti liberi trascorsi insieme, ogni esperienza mi ha insegnato qualcosa. Ho imparato soprattutto grazie all’incontro con persone provenienti da culture e contesti completamente diversi dal mio.
I ricordi più belli che porterò sempre con me sono tutti quei momenti in cui mi sono sentita di nuovo una bambina: curiosa di scoprire tutto ciò che mi circondava, libera di essere me stessa e di condividere ogni pensiero, spensierata mentre giocavo e ridevo anche per le cose più semplici.
Sono immensamente grata per tutto ciò che ho vissuto, ma sono anche orgogliosa di me stessa. Sono stata ispirata da ogni persona che ho incontrato e ho avuto l’opportunità di conoscermi più a fondo e di sentirmi più a mio agio nell’esprimere le mie emozioni. Ho iniziato davvero ad accettare il mio passato e ad amare di più la persona che sono. Oggi mi sento pronta ed entusiasta di affrontare tutto ciò che il futuro mi riserverà.
La testimonianza di Lorenzo
Volevo semplicemente uscire dalla mia città. Dopo alcuni anni trascorsi passando da diversi percorsi di studio e lavori, ho deciso di fare un passo indietro per ritrovare una prospettiva sulla mia vita. Mentre cercavo opportunità all’estero, mi sono ricordato di un amico che aveva partecipato a un progetto e così ho iniziato a esplorare il Portale Europeo per i Giovani alla ricerca di nuove esperienze. A dire il vero, sono finito a Belvedere Marittimo perché sono stati i primi a ricontattarmi. E posso dire con certezza che ne è valsa davvero la pena.
All’inizio ero preoccupato per la possibilità che alcuni volontari non riuscissero ad affrontare un’esperienza così intensa. Due mesi di lavoro fisico in un Paese straniero possono mettere a dura prova anche le persone più forti. Eppure le settimane sono passate e nessuno ha rinunciato. Ho imparato tantissimo sulla forza di volontà e sulla resilienza osservando gli altri volontari che, nonostante la stanchezza, la nostalgia delle persone care, le difficoltà linguistiche e la convivenza, hanno continuato a dare il massimo con il sorriso.
Mi sono sempre considerato una persona molto indipendente, a volte persino un po’ distante. Questo aspetto del mio carattere mi aveva spesso impedito di creare legami profondi con le persone nel mio Paese. Questa esperienza, invece, mi ha fatto aprire gli occhi. Grazie all’ambiente protetto che questo progetto è riuscito a creare, ho potuto affrontare il disagio che provavo nel condividere le mie emozioni e parti della mia storia personale. All’interno dello spazio sicuro che abbiamo costruito insieme, sono riuscito a creare connessioni con gli altri a un livello che non avevo mai sperimentato prima. Un ringraziamento speciale va alla nostra coordinatrice, che con il suo impegno ha saputo creare fin dall’inizio un clima di fiducia e sicurezza.
La vita qui è stata meravigliosa. L’equilibrio tra lavoro e tempo libero è stato ottimo e ci ha permesso di conoscere davvero il territorio, sia durante le attività organizzate sia esplorandolo in autonomia. Ogni fine settimana sembrava una piccola avventura.
Sono arrivato qui cercando semplicemente una via di fuga dalla mia quotidianità, ma ho trovato molto di più: una maggiore consapevolezza di me stesso e degli altri, qualcosa che difficilmente avrei potuto raggiungere se fossi rimasto nella mia città. Lascio questo progetto profondamente soddisfatto, con insegnamenti che porterò con me per tutta la vita e con ricordi che hanno superato di gran lunga ogni mia aspettativa.
ESC Team con il Corpo Europeo di Solidarietà
Gli ESC Teams si distinguono per la loro durata breve: i progetti possono durare da 2 settimane fino a un massimo di 2 mesi. Proprio per questo rappresentano un’opportunità accessibile anche per giovani che studiano o lavorano e che non hanno la possibilità di partire per lunghi periodi.
Anche se più brevi rispetto ad altri percorsi di volontariato, gli ESC di gruppo sono esperienze intense, dinamiche e ricche di scambio umano. In poche settimane si possono sviluppare competenze pratiche e trasversali, vivere a stretto contatto con persone provenienti da Paesi diversi e creare legami autentici attraverso la condivisione della quotidianità.
Per moltx partecipanti, questi progetti diventano uno spazio in cui uscire dalla routine, mettersi alla prova, acquisire maggiore autonomia e riscoprire il valore della collaborazione e della vita in comunità.
Se stai pensando di partire per un’esperienza all’estero ma non puoi impegnarti per mesi, un ESC Team potrebbe essere il punto di partenza perfetto.



