Descrivere un esperienza Esc è qualcosa di quasi impossibile a parole, perche la verità è che qualsiasi aggettivo che ti venga in mente non sarà mai in grado di esprimere la potenza delle emozioni provate in un’esperienza simile. Il mio consiglio è semplicemente di viverlo.
Ho scelto la Finlandia perché avevo visitato la Lapponia qualche anno prima e mi ero letteralmente innamorata. Ma viaggiare da turista, si sa, spesso è molto differente rispetto ad un’esperienza da local e così la mia curiosità mi ha spinto a voler vivere in prima persona qualcosa che in ambito educativo, sia professionalmente che personalmente, mi sta molto a cuore. Il mio progetto si è svolto a Lehtimäki, un piccolo paesino nel centro della Finlandia, in una scuola di ragazzi con bisogni speciali. Il personale è stato disponibile e accogliente fin dal primo momento e pur parlando lingue molto diverse, la comunicazione non è mai stato un problema, perché la verità è che se si ha la voglia di comunicare le barriere si abbattono e un modo per capirsi lo si trova sempre. Gli abbracci dei ragazzi la mattina tra uno “Huomenta” e l’altro scaldavano il cuore nonostante il freddo finlandese.
Il rispetto del tempo libero, la tranquillità, l essere un tutt’ uno con la natura ti ricorda quanto è fondamentale prendersi del tempo per se stessi ed una delle cose che porterò sempre nel cuore nella routine frenetica che siamo abituati a vivere quotidianamente a causa della nostra società. Ultima ma non per importanza la mia compagna Sofia, il mio “sunshine”, in pochi mesi è diventata la mia Famiglia, un match perfetto: compagna di risate e coccole quotidiane nella nostra casetta, in cui condividevamo serie TV in inglese, lezioni di finlandese e scambio culinari Italo-spagnoli.
Purtroppo molti giovani ancora non conosco questo tipo di progetti e io stessa sono dispiaciuta di averli scoperti cosi tardi perché un esperienza di questo tipo non ha paragoni: ti permette di metterti in discussione, scoprire nuove culture e imparare crescendo tanto. Grazie



